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Cortile condominiale e posti auto



Il Giudice può suddividere d’imperio i posti auto comuni in un cortile condominiale se non c’è accordo.


La Corte di Cassazione, nella sez. II Civile, con sentenza 12 novembre 2015, ha esaminato un caso interessante, nel quale due comproprietari, in mancanza di accordo sulle modalità di utilizzazione di un cortile comune, si sono visti assegnare dal giudice, su istanza di uno di essi e dopo adeguata perizia, i posti auto sul cortile comune.

La Suprema Corte ha stabilito che “l'assegnazione dei posti-auto nel cortile comune costituisce manifestazione del potere di regolamentazione dell'uso della cosa comune, consentito all'assemblea del condominio” (confronta Cass. Sez. 2, Sentenza n. 12485 del 19/07/2012).
Ha precisato che tale regolamentazione - con relativa assegnazione di singoli posti-auto ai vari condomini – non rappresenta una divisione del bene comune o la creazione di un nuovo e diverso diritto, ma costituisce semplicemente una modalità per rendere più ordinato e razionale l'uso paritario della cosa comune, come già previsto in Cass. Sez. 2, Sentenza n. 6573 del 31/03/2015.
“È evidente, poi, che in mancanza di accordo tra i condomini o di delibera assembleare (o addirittura - come nella specie - ove l'assemblea non sia stata neppure costituita), la regolamentazione dell'uso della cosa comune ben può essere richiesta al giudice e da lui disposta (cfr. Sez. 2, Ordinanza n. 3937 del 18/02/2008, Rv. 602018).”

Pertanto, si apre la possibilità che – in caso di disaccordo – i condomini chiedano al Giudice l’assegnazione ‘esclusiva’ di posti auto comuni condominiali.

Avvocato Enrico Candiani


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