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Pedone investito da Tram



Difficile ottenere il risarcimento per il pedone investito da un tram


La norma cardine in materia di circolazione stradale è rappresentata dall’articolo 2054 c.c., che presume, in mancanza di prova contraria, la corresponsabilità nella causazione del danno in capo a tutti i soggetti coinvolti.
Tale norma non è però applicabile, per esplicita previsione contenuta nella stessa norma, ai sinistri in cui sono coinvolti veicoli che viaggiano su rotaie.
Con sentenza della Cassazione civile Sez. III, 29/05/2015, n. 11192, la Suprema Corte si è occupata del caso di un pedone investito da un tram.
In primo grado, il pedone veniva risarcito del danno subito, mentre in sede di appello, la sentenza veniva ribaltata, respingendo la domanda della vittima, in assenza di prova sulla responsabilità nel sinistro in capo al conducente del tram, e non potendo applicare la presunzione di corresponsabilità di cui al citato articolo 2054 c.c..
La Cassazione, in un primo momento, censurava la sentenza d'Appello per una serie di difetti di motivazione relativi alla valutazione delle prove, rinviando la causa nuovamente in corte d’Appello, ove, però, il danneggiato non vedeva nuovamente accolte le proprie domande. La causa tornava una seconda volta in Cassazione.
E qui la S.C. dedica ampio spazio alla questione sulla applicabilità o meno dell'art. 2054 c.c. ai danni cagionati dai Tram.
La Corte ha ribadito che il caso è regolato dalla norma generale sui danni di cui all'articolo 2043 c.c., e pertanto è onere del danneggiato provare tutti gli elementi costitutivi della responsabilità del conducente del tram. In mancanza dei quali, non opera la presunzione di corresponsabilità fra le parti, ma la domanda del danneggiato deve venire respinta.
Del resto, il tram – per sua natura - ha una limitata capacità di manovra ed i suoi movimenti sono per forza di cose prevedibili, richiedendo, pertanto, una maggior attenzione ad opera degli altri utenti della strada. Infatti l'articolo 143 CdS regolamenta il comportamento da tenere da parte dei conducenti dei veicoli a motore che transitano sulla sede tranviaria, e l'articolo 145 CdS statuisce il principio generale secondo cui i veicoli a motore devono dare la precedenza alle vetture tranviarie, salvo diversa segnalazione, mentre i conducenti di veicoli su rotaia devono soltanto rispettare i segnali negativi della precedenza.
Quanto ai pedoni, la regola generale da osservare è dettata dall'undicesimo comma dell'art. 40, in base al quale in corrispondenza degli attraversamenti pedonali i conducenti dei veicoli devono dare la precedenza ai pedoni che hanno già iniziato l'attraversamento, mentre, ai sensi dell’art 190 del codice della strada, i pedoni devono trattenersi sui marciapiedi ed è loro vietato sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo che per attraversare la strada o in i casi di necessità.
In questo quadro, è dunque del tutto evidente che gli spazi per una responsabilità dell'autista del tram sono molto limitati: un pedone che attraversa la carreggiata davanti al tram fermo che si appresta a ripartire viola la legge, in quanto deve necessariamente attendere che il tram stesso sia transitato. Ancora: è vietato al pedone sostare sulla carreggiata in attesa del transito del tram, in quanto il pedone si deve sempre trattenere sul marciapiede.
L’unico caso in cui il conducente del tram potrebbe esser considerato responsabile è quello in cui travolga un pedone che stia già correttamente attraversando la strada: in quel caso, il tram dovrebbe dare la precedenza.
E’ dunque opinione dei giuristi che, in occasione di sinistro contro mezzi su rotaia sarà molto difficile riuscire ad ottenere un risarcimento.

Avvocato Enrico Candiani


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