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Articoli anno 2020

Decreto cura Italia: le sanzioni cambiano natura 27 3 2020

Coronavirus: gli affitti vanno pagati? 27 3 2020

Coronavirus: tutti spiati ? 20 3 2020

Spese per i figli: ogni volta una causa ! 5 3 2020

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Email degli ex dipendenti: vanno chiuse ! 3 1 2020

Coronavirus: tutti spiati ?



L’emergenza coronavirus: una ottima occasione per controllare in modo massivo ciò che ciascuno di noi fa nella propria vita




Il 17 marzo 2020 è apparsa la notizia che la Regione Lombardia ha chiesto ed ottenuto l’invio dei dati sugli spostamenti della popolazione nei giorni antecedenti, per giungere alla conclusione che solo il 60 % “starebbe a casa” mentre il 40 % continua a muoversi.
Tale notizia non può non far sobbalzare sulla sedia: davvero le autorità monitorano tutti in quel modo ?
Quindi siamo tutti spiati giorno per giorno per dove andiamo e cosa facciamo ?
Questa tipologia di trattamento è legittima? È davvero lecito comprimere a tal punto il diritto alla privacy (intesa quale libertà)?
Partiamo dal dato normativo, contenuto nel Regolamento UE n. 679/2016 (GDPR), norma molto complessa scritta proprio per garantire un elevato livello di protezione del dato personale, che è un bene primario, massima espressione della libertà di ciascun individuo. Principi contenuti nell’articolo 5 che impone il trattamento dei dati secondo principi di trasparenza, proporzionalità, coerenza, necessarietà, liceità, correttezza, limitazione delle finalità, nonché, ultimo ma non ultimo, di responsabilizzazione.
Tali principi devono valere sempre anche in queste emergenze, posto che proprio la norma europea prevede il caso delle emergenze sanitarie.
Gli esponenti del governo Lombardo hanno ammesso di aver ottenuto i dati sugli spostamenti attraverso la verifica delle celle dei telefoni cellulari.
Si tratta della raccolta di una mole immensa di dati concernenti tutta la popolazione. E’ un trattamento davvero proporzionale ?
Da un lato l’art. 9, paragrafo 2, lett. i) del GDPR prevede che non è vietato il trattamento di tali dati se “il trattamento è necessario per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica, quali la protezione da gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero o la garanzia di parametri elevati di qualità e sicurezza dell'assistenza sanitaria e dei medicinali e dei dispositivi medici”, ma dall’altro la stessa norma impone agli stati l’adozione di “misure appropriate e specifiche per tutelare i diritti e le libertà dell'interessato, in particolare il segreto professionale”. Dunque: bilanciamento fra le due esigenze.
Pertanto la domanda da porsi è: è proporzionata e bilanciata l’adozione di sistemi di geo-localizzazione massiva ? Tale attività è idonea a privare i cittadini di loro diritti fondamentali ? Siamo destinati a venir tutti spiati in ogni movimento che compiamo ?
E’ stato ben osservato che l’iniziativa della Regione Lombardia contrasta con quanto “suggerito” dal Garante per la protezione dei dati Personali in data 2 marzo 2020, il quale suggeriva di non adottare misure “fai da te” nella raccolta di dati.
La Regione Lombardia si è difesa sostenendo di aver raccolto i dati su base anonima, con finalità meramente statistiche e non di controllo.
Tuttavia, la tecnologia usata consente di identificare ciascun singolo utente delle linee telefoniche e quindi monitorarne gli spostamenti.
La raccolta di tale genere di dati sarebbe possibile solo se finalizzata a perseguire reati, ipotesi esclusa dalle competenze della Regione.
Citiamo qui un passo di un articolo realizzato da due importanti studiosi (Mauro Festa e Federico Serratore) e che perfettamente ci trova concordi: “ Le tecnologie sono un fantastico mezzo ma, allo stesso tempo, non possono e non devono certamente sostituirsi alle necessarie procedure di garanzia del diritto”.
“Si percepisce il timore generalizzato che la situazione di emergenza possa rendere ammissibile qualsiasi condotta, anche in contrasto con quanto raggiunto con fatica dai nostri Padri Costituenti, che ne hanno trasposto il verbo nella Carta Costituzionale.”

https://www.corriere.it/cronache/20_marzo_17/coronavirus-cosi-lombardia-controlla-movimenti-via-cellulare-75c3d226-6897-11ea-9725-c592292e4a85.shtml?refresh_ce-cp


Avvocato Enrico Candiani Image by Gerd Altmann from Pixabay




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